Salvini canta De André

video aprile 17, 2015 / Attualità

 

“In macchina, ascolto De André e penso”.
Lo ha scritto Matteo Salvini sul suo profilo Facebook. E poi ha scritto, sempre su Facebook: “Ascoltare De André è OSSIGENO puro”.

Dunque, Salvini ascolta De André, anzi pare che lo ascolti di continuo. Lo ascolta, sì, ma siamo sicuri che lo senta? Cioè, che capisca le parole? Perché De André è un anarchico libertario anticlericale, De André è l’appassionato cantore di mignotte, froci, travestiti, papponi, rom, assassini, ladri, drogati, alcolizzati, rifugiati, clandestini e diversi d’ogni genere e risma. Ascoltare De André significa anzitutto apprendere una lezione morale di compassionevole accettazione dell’altro, significa dedicarsi alla sublimazione poetica della rabbia, della sconfitta, della diversità e della morte.
Fatto sta che Salvini ascolta De André. Ce lo immaginiamo in macchina, con lo stereo a tutto volume che canta con trasporto insieme al Faber i versi conclusivi di quella sua canzone intitolata “Khorakhané (A forza di essere vento)”, quella che parla del mezzo milione di zingari sterminati nei campi di concentramento nazisti.

“… e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina…”

Ecco, però, che gli squilla l’iPhone.
“Và a dà via i ciapp!” impreca il Salvini, che intanto mette in pausa la canzone. 
Gli dispiace fermarla ma a chiamare è un giornalista e lui ha da rispondere: il leader leghista deve dire la sua, sempre e comunque.
Il giornalista gli domanda dei campi rom e, senza pensarci un attimo, Salvini ci va giù pesante come un rullo schiacciasassi: “Vanno rasi al suolo. Lo ripeto, anche se la Boldrini si offende”.
Riattacca il telefono e rimanda un po’ indietro la canzone di De André: OSSIGENO puro, incanto spezzato che ora va ricostituito. Anche lui riprende con trasporto a cantare:

“… e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio.”