Medioera, un insieme articolato di bit psichici precipitati in concrezioni di peperino grigio.

video aprile 3, 2015 / Cultura, Eventi

Medioera come autocoscienza del Sé

Viterbo è una città di circa 67.000 abitanti, capoluogo di provincia, con un delizioso centro storico risalente alla Medioera… Non vi sembra un modo brillante per introdurre l’argomento del post di oggi, cioè la sesta edizione di “Medioera, Festival di cultura digitale” che si terrà nella Vetus Urbs dal 9 al 12 aprile?

Se non vi sembra brillante poco importa, dal momento che non si tratta di una battuta ma di una precisa proposta interpretativa, che ora andremo a esporre. In effetti, a Viterbo il Medioevo è una questione d’ordine squisitamente gnoseologico e metafisico: la conservazione di San Pellegrino, cuore medievale di Viterbo, stupisce anzitutto perché non dipende dalle cure dell’uomo, che invece se n’è ampiamente disinteressato negli anni. San Pellegrino si regge ancora in piedi semplicemente perché non esiste fuori di noi (in realtà, il quartiere, ammesso che sia mai esistito, è già del tutto crollato, probabilmente da secoli). Piuttosto, San Pellegrino esiste solo nella nostra mente, è una sua proiezione, un riflesso del nostro psichismo o, per dirla in termini più calzanti rispetto all’argomento, un post con 67.000 condivisioni al giorno.

Quello di Viterbo, dunque, non è propriamente Medioevo, cioè non è una categoria storica, bensì è Medioera, cioè una categoria informatica. Se ne deduce che “Medioera, Festival di cultura digitale” è l’evento che celebra la vera autocoscienza della cittadina laziale, che si svela essere pura e semplice informazione, un insieme articolato di bit psichici precipitati in concrezioni di peperino grigio.