Sabato sera il Redattore K. si è concesso una cenetta sfiziosa a base di filetti d’alici sott’olio che, peraltro, sono la cosa più saporita e, nel contempo, economica che oggi un supermercato abbia da offrirci, come il nostro Redattore insiste a volerci far scrivere sbracciandosi dalla propria scrivania, sopra la quale sta appesa un’arringa affumicata che gli tornerà utile in pausa pranzo.
Poiché il Redattore K. è un lettore forte (‪#‎ioleggoperche‬), si è messo a leggere le indicazioni sul fondo della sua preziosa scatoletta di filetti di alici. E bisogna dire che è rimasto straordinariamente colpito dagli ingredienti che vi ha trovato scritti:
Alici, olio d’oliva (40%), sale. Contiene pesce.
“Contiene pesce”? Non era forse una scatoletta di alici sott’olio quella che aveva tra le mani? E non sono forse le alici dei pesci? Che contenga del pesce non è il minimo che ci si dovrebbe attendere da una scatoletta d’alici?
Una breve ricerca e il Redattore K. accerta che la dicitura “contiene pesce” dipende dal regolamento europeo CE 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti, che obbliga le case produttrici a indicare in etichetta eventuali allergeni, fra i quali si annovera anche il pesce.
Certo, se io allergico al pesce compro un pezzo di formaggio che, per qualche ragione, contenga pesce, mi fa comodo saperlo, perché non lo sospetterei mai. Ma se io allergico al pesce compro una scatoletta di alici, significa semplicemente che sono stanco della vita e che sto cercando di uccidermi: l’indicazione “contiene pesce” è solo la conferma che ci riuscirò.
Intanto l’Unione Europea, questa organizzazione di cavillosi cultori di formalismo e nominalismo combinatorio, sta valutando come reagire alla catastrofe umanitaria dei migranti. Diverse le soluzioni sul tavolo, assai poche quelle sul terreno. Ma poiché anche il Mediterraneo contiene pesce, allora si sta almeno vagliando l’ipotesi di renderne avvertiti quanti dall’Africa decidano di attraversarlo per salvarsi la vita, stipati e pressati dentro scatolette di latta come alici. Cosa sono i naufragi, in fondo? Sono gravi forme d’allergia all’altro, sono patologie autoimmuni dell’Occidente che divora i propri valori e, con loro, se stesso.