Per carità, sono assai commendevoli queste eucaristie televisive, sono edificanti. Per certi versi, sono perfino doverose, anzi necessarie. Leggere è cosa bella e buona, ma come si dice di chiunque sia morto il giorno del suo funerale. Insomma, qualcosa in questi eventi televisivi urta il sistema ironico del nostro Redattore K.

Che poi, sia chiaro, leggere non è obbligatorio e chi non legge non è per ciò stesso una brutta persona, una persona necessariamente povera. Nella sua vita il Redattore K. ha incontrato tanti ostinati non lettori da cui ha tratto comunque elevato giovamento esistenziale.

Se concordiamo sul fatto che leggere sia una delle maggiori fonti di libertà (v. “Più libri, più liberi”), allora dobbiamo essere coerenti e ammettere che si è liberi anche di non leggere (cioè che si è liberi “dalla” lettura), o di leggere per un po’ e poi smettere e poi di nuovo cominciare. Il Redattore K., per esempio, non legge tassativamente nulla quando è depresso o quando ricade nel vizietto dell’alcolismo.

Che dire poi di chi legge solo brutti libri? Costui è invitato in trasmissione? E se sì, vicino al camerino di chi sarebbe il suo? E vogliamo parlare di chi legge un solo libro per tutta la vita? Uno che conosce a memoria la Bibbia, ma solo quella, è un lettore o è un prete? E chi invece ha letto moltissimo in passato e oggi non legge più? Costui è comunque un lettore, oppure lo definiremmo un lettore in pensione, o un ex lettore o semplicemente un non lettore? E se leggo e fraintendo tutto? Forse intendiamo che leggere sia anche capire quel che si legge? Se leggo la Critica della ragion pura dalla prima all’ultima pagina come un’oscura successione di parole incomprensibili, alla fine dell’impresa mi sarà comunque riconosciuto d’aver letto la Critica della ragion pura oppure no? Ma leggere non è anche semplicemente un atto materiale, un’azione specifica che si esaurisce in sé con l’eseguirla?

In breve, quante cose pretendiamo che sia questo benedetto lettore? Non saremo per caso troppo esigenti con lui? Non staremo, come al solito, cercando di spaventare qualcuno con qualche nostra spiccata virtù? Come ognuno vede, il Redattore K. oggi è un po’ perplesso dalle cose.