Scrittori europei riuniti per i rifugiati

aprile 16, 2015 / Attualità

 

Lo scorso 10 aprile, più di mille scrittori europei hanno firmato una lettera rivolta all’Unione Europea in cui esprimevano tutta la propria indignazione per il trattamento riservato dall’Europa stessa ai migranti e proponevano, fra le altre cose, la creazione di un Fondo comune per garantire ai rifugiati un trattamento più equo e umano di quello loro attualmente destinato.
Tra i firmatari risultano anche due premi Nobel: Elfriede Jelinek e Günter Grass, scomparso pochi giorni or sono. Forse sentendoci sottilmente a disagio per il fatto che Salvini parla (grosso modo) italiano, abbiamo avvertito il bisogno di tradurre questa lettera, se non altro per dare sollievo morale alla nostra povera lingua:

Protezione per i rifugiati in Europa
10 aprile 2015

Guerra, persecuzione politica, fame e condizioni di vita disumane stanno costringendo intere popolazioni a lasciare i propri Paesi d’origine. Alcuni prendono la strada per l’Europa. La morte di più di 300 migranti in un naufragio al largo di Lampedusa lo scorso ottobre non ha avuto alcun impatto sulle politiche per i rifugiati. Al contrario, persone che avrebbero bisogno di protezione al loro arrivo ai margini estremi dell’Unione Europea vengono trattate come nemici.
I rifugiati che si rivolgono all’Europa sono spesso costretti ad affrontare inaccettabili tormenti. Non è loro consentito di scegliere liberamente dove vivere. E se solo provano a raggiungere il Paese che hanno scelto, rischiano d’essere messi sottochiave, sottoposti a maltrattamenti e deportati dalla polizia. Il Regolamento di Dublino permette che i rifugiati siano tratti come merce umana.
Così, possono finire in Paesi dove le risorse loro destinate sono ormai prossime a terminare e dove i richiedenti asilo, ivi inclusi i bambini, sono sistematicamente concentrati in luoghi di reclusione. Questa politica di persecuzione, detenzione e deportazione non può più essere tollerata oltre, mentre gli oneri finanziari che gravano sui Paesi più poveri sono ormai divenuti insostenibili.
Noi chiediamo che le nazioni europee si dotino di un comune sistema di norme sull’asilo, norme umanitarie che non siano condizionate da interessi nazionali, ma che siano invece improntate a spirito di solidarietà e a senso di responsabilità. L’obbligo di dare protezione a genti perseguitate dev’essere applicato senza riserve.

– L’Europa dovrebbe sostenere le persone che si trovino in disperate condizioni di difficoltà e fornire loro delle vie d’uscita. Persone che siano esposte a immeditati rischi di morte dovrebbero poter stabilire un contatto diretto con le ambasciate delle nazioni europee nei propri Paesi d’origine, così da poter ottenere visti umanitari. I rifugiati non dovrebbero più mettere in pericolo le proprie vite per raggiungere l’Europa. Se chiedono asilo, non dovrebbero essere trattati alla stregua di criminali.

– Ai richiedenti asilo dovrebbero essere assicurati gli stessi basilari livelli di trattamento umano vigenti in tutti i Paesi membri dell’Unione Europea e devono avere lo stesso diritto d’accesso ad un giusto processo per l’ottenimento dell’asilo. A queste persone dovrebbe essere permesso di vivere là dove hanno amici o contatti, e non essere costrette a rimanere nel primo Paese europeo in cui sono entrate.

– Allo scopo di garantire un giusto trattamento dei rifugiati in tutti i Paesi dell’Unione Europea, i relativi costi finanziari dovrebbero essere equamente distribuiti fra tutti gli Stati membri. Noi proponiamo la creazione di un Fondo Europeo per i Rifugiati, finanziato dai Paesi membri a seconda dei propri mezzi economici. Questo Fondo farebbe sì che la sorte dei rifugiati non dipenda più da pregiudizi locali o da improvvisi cambi d’atteggiamento verso i migranti. L’Unione Europea deve pensarsi come un’area comune di tutela dei rifugiati.

– Un sistema di protezione dei confini europei deve sì considerarsi necessario per la sicurezza nazionale, ma non dovrebbe mettere a repentaglio la vita dei rifugiati. La loro morte non dovrebbe essere legittimata o tollerata in nome della protezione dei confini. La salvaguardia della vita umana deve avere la massima priorità.

Noi scrittori europei chiediamo agli Stati membri e alle istituzioni dell’Unione Europea di rispettare i loro doveri umanitari. Crediamo che proteggere i rifugiati e fornire loro prospettive per il futuro sia nostro comune e urgente compito.
Per maggiori informazioni si prega di contattare Sahar Halaimzai: Sahar.halaimzai@pen-international.org