Il Redattore K. ha finalmente capito qual è la pietra angolare della comunicazione: è l’aggettivo “buono”.
Triste doverlo ammettere dopo tanto cercare, ma il segreto del successo stava fin dall’inizio nella parolina con cui Mamma K. convinceva il suo piccolo redattore a sorbire la passata di verdure: “Buona la passata di verdure…”. E invece no, faceva schifo.
All’epoca era ‪#‎labuonapassatadiverdure‬, oggi è ‪#‎labuonascuola‬ o ‪#‎lavoltabuona‬, ma al Redattore K. pare che siano sostanzialmente la stessa cosa: sono formulette persuasive per bambini, è qualcuno che ci imbocca. La recessione è anche una regressione a stati mentali infantili.

Del resto, “è tanto comodo essere minorenni!” scriveva Kant. “Se ho un libro che pensa per me, un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che decide per me sulla dieta che mi conviene ecc., io non ho più bisogno di darmi pensiero per me. Purché io sia in grado di pagare, non ho bisogno di pensare: altri si assumeranno per me questa noiosa occupazione”.
Si noti la condizione risolutiva: “purché io sia in grado di pagare”. Ma ne sono ancora in grado? E quanto ho pagato finora? E a chi? Questa è #lavoltabuona che la passata di verdure non la finisco.